Uno sportello per uomini autori di violenza

Il progetto ““CAM-biamenti maschili” realizzato dall’Associazione Centro Ascolto Uomini Maltrattanti con le Società della Salute Pistoiese e della Valdinievole. Come funziona il servizio. I dati dei primi dieci anni di attività concentrati nell'area metropolitana fiorentina: dai 9 casi del 2009 ai 100 del 2018

PISTOIA 06.02.2019 - Il Progetto “CAM-biamenti maschili. Percorsi di cambiamento per uomini autori di violenza di genere” apre due sportelli di ascolto nell’area di Pistoia e della Valdinievole, per gli uomini autori di violenza di genere. Il progetto è realizzato dall’Associazione Centro Ascolto Uomini Maltrattanti Onlus (CAM) in collaborazione con la SdS Pistoiese e la SdS Valdinievole e mira a prevenire la violenza di genere facendo intraprendere agli uomini autori di violenza un percorso di assunzione di responsabilità e cambiamento.

Come contattare il CAM - Gli sportelli prevedono l’accesso tramite primo contatto telefonico al numero dell’Associazione 339 8926550 che sarà attivo il martedì ed il mercoledì dalle 9,30 alle 12,30 ed il giovedì dalle 14,00 alle 17,00. Gli sportelli sono gratuiti e potranno accedervi uomini in carico ai Servizi territoriali e uomini che spontaneamente intendono interrompere il proprio comportamento violento. 

Celesti: “Ente pubblico fondamentale” - “È compito fondamentale dell’ente pubblico – afferma il Presidente della SdS Pistoiese Anna Maria Celesti – quello di occuparsi di violenza di genere a 360 gradi. Questo significa che accanto alle azioni e ai servizi attivati per le donne e i minori vittime di violenza dobbiamo pensare anche a chi è autore della violenza, prevedendo una presa in carico finalizzata ad interrompere i comportamenti violenti e aberranti, avviando un percorso di recupero dello stesso maltrattante ”.

Franchi: “Impedire certi comportamenti” - “L’apertura di questi due nuovi sportelli – continua il presidente della SdS della Valdinievole Riccardo Franchi – è finalizzata a prevenire la reiterazione di certi comportamenti. Chi è autore di violenza, una volta scontata la pena che la giustizia stabilirà, tornerà a vivere in società e molto probabilmente avrà a che fare con molte altre donne nella propria vita. I percorsi di cambiamento attivati attraverso questi sportelli di ascolto sono volti proprio a interrompere un certo tipo di comportamento”.

Il CAM: “Necessari nuovi sportelli - "Negli ultimi anni è emerso – afferma la presidente dell’associazione CAM Alessandra Pauncz - come gli uomini autori di violenza residenti fuori Firenze abbiano avuto difficoltà a raggiungere il CAM fiorentino. La distanza incide sulla motivazione e perciò è necessaria l’attivazione di sportelli territoriali che possano favorirne l’accesso. I servizi socio-sanitari, le Società della Salute, il Comune di Pistoia ed il Centro Antiviolenza sul territorio hanno sostenuto attivamente il Progetto CAM, riconoscendo il valore del lavoro con gli uomini, al fine di contrastare ancora più efficacemente la violenza contro donne e bambini”.

Il ruolo del CAM - L’associazione CAM nasce a Firenze nel 2009 ed è il primo centro italiano per la presa in carico degli uomini autori di violenza. L’Associazione rivolge la propria attività al contrasto, l’intervento e la prevenzione sui temi della violenza contro le donne e i minori, tramite la promozione di programmi di cambiamento rivolti a uomini che agiscono violenza nelle relazioni affettive. A Pistoia, alla fine 2018, l’associazione ha attivato una collaborazione con la Casa Circondariale di Pistoia, sulla base dell’esperienza maturata a Sollicciano, che prevede la strutturazione di percorsi individuali e di gruppo per uomini detenuti per reati di maltrattamento e violenza contro donne e bambini.

I DATI DEL SERVIZIO FINO AD OGGI
681 uomini assistiti - Dalla sua nascita fino ad oggi l’associazione ha seguito il percorso di recupero di 681 uomini, con un incremento quasi costante negli anni: si rivolsero al servizio in 9 nel 2009, sono stati 100 nel 2018. In particolare nel 2009 hanno contattato il centro CAM 33 uomini nel 2010, 29 l'anno successivo, ben 59 nel 2012, e poi 84 nel 2013, 89 nel 2014, 85 nel 2017, 96 nel 2016, 97 nel 2017, infine 100 lo scorso anno. Nella sostanza il numero di contatti è aumentato progressivamente, anche in modo molto significativo. Un dato questo reso possibile dal maggiore inserimento dell’Associazione sul territorio e da una rete di contatti con Servizi, Enti pubblici, Privati, Associazioni e liberi professionisti che si interfacciano quotidianamente con situazioni di violenza.

Quasi tutti italiani - Gli uomini che si sono rivolti al CAM sono per la stragrande maggioranza di nazionalità italiana: il 92% per l'esattezza è italiano, il restante proviene dal Perù (3%), Romania e Marocco(2%) e l’1% da altre nazioni (principalmente sud America e Nord Africa).

La preponderanza dell'area metropolitana - La distribuzione per Province della popolazione toscana degli uomini che hanno avuto accesso al CAM vede circa il 76% di loro residenti nella Provincia Fiorentina. Le Province di Pistoia e di Prato risultano quelle che, dopo Firenze, hanno il maggior numero di contatti. A seguire Pisa, Siena, Livorno, Arezzo ed infine Carrara e Lucca. Il Servizio, insomma, viene maggiormente sfruttato dalla popolazione di uomini che appartengono all’area metropolitana, limitrofa al territorio fiorentino. Le Province di Firenze, Pistoia e Prato, infatti, coprono l’85% degli accessi toscani al Centro di ascolto. Un elemento questo a sopporto dell’apertura dei due Sportelli CAM sui territori di Pistoia e Montecatini.

Il lavoro di “rete” - Fino al 2017, il 71% degli accessi erano di tipo volontario. Nel 2018 anche grazie agli interventi nelle Case Circondariali di Firenze e Pistoia e alla crescente collaborazione con l’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna, la percentuale di uomini inviati dai Servizi territoriali, sta aumentando. Il lavoro di Rete e formazione degli ordini professionali, degli Assistenti Sociali, del personale Asl ha quindi permesso l’inserimento dei Servizi CAM a pieno titolo nella rete degli interventi di contrasto contro la violenza alle donne.

Età e status sociale - Il comportamento violento risulta trasversale per status socio economico. La distribuzione per età, invece, richiama la classica forma a campana: la maggior parte degli accessi, ovvero il 62%, riguarda la fascia d’età 31 - 50 anni. Ai margini i giovani adulti e l’età adulta avanzata.

Il ruolo della disoccupazione - Stessa omogeneità di distribuzione riguarda anche la professione degli uomini che si sono rivolti al Centro di ascolto. Vi è una distribuzione piuttosto uniforme tra le categorie professionali. La disoccupazione sembra giocare però un’influenza significativa sull’agito violento: il 13% degli uomini che si rivolgono al CAM hanno perduto il lavoro.
Relazione e figli - La maggior parte degli uomini che hanno avuto accesso al Centro, sono ancora in relazione con la partner. La maggior parte di loro, inoltre è padre. Il 77% degli uomini che contatta il CAM ha almeno un figlio (minorenne o maggiorenne).