Presentato il Progetto AcropoliV

   
Fornire un’assistenza più adeguata alla persona, riuscendo allo stesso tempo ad evitare accessi impropri al Pronto Soccorso. Sono questi gli obiettivi principali del Progetto AcropoliV – Assistenza alla CROnicità nella POLIpatologia in Valdinievole. Il progetto nasce infatti con lo scopo di individuare quelle persone che, affette da patologie croniche, necessitano di percorsi di cura personalizzati che impediscano alle malattie di riacutizzarsi e di aggravarsi, costringendo la persona a recarsi al Pronto Soccorso.
Il progetto è stato presentato ieri, giovedì 19 aprile, nella sede della Società della Salute della Valdinievole alla presenza dell’Assessore Regionale alla Salute Stefania Saccardi, del Direttore Generale dell’Asl Toscana Centro Paolo Morello Marchese, del Presidente della Società della Salute Pier Luigi Galligani e del Direttore della Sds Claudio Bartolini.
“Questo progetto – ha affermato l’assessore Saccardi – è così importante perché il futuro della sanità dipenderà da come saremo in grado di gestire la cronicità, da come riusciremo a fornire risposte nei territori alle malattie croniche per le quali l’ospedale non può essere l’unica risposta”.
“Il progetto – continua il Presidente della Sds Pier Luigi Galligani - è frutto di una stretta collaborazione fra la Sds della Valdinievole, Azienda Sanitaria e Medici di Medicina Generale”.
“Il progetto – spiega il Direttore Generale dell’Asl Paolo Morello - prende spunto da una sperimentazione dell’azienda ospedaliera senese e nasce con lo scopo di fornire un’assistenza migliore, più rispondente ai reali bisogni della persona, attraverso la presa in carico di soggetti ultrasessantacinquenni affetti da polipatologie croniche”.
L’aumento dell’aspettativa di vita e il progressivo invecchiamento della popolazione negli anni hanno portato a un aumento di patologie croniche legate all’età. Tali patologie, se non gestite in maniera adeguata, comportano fasi acute che potrebbero essere evitate attraverso percorsi assistenziali personalizzati, che garantiscano alla persona anche una maggior continuità nelle cure.
“Da gennaio a settembre 2017 – afferma Bartolini -  sono stati monitorati gli accessi al Pronto Soccorso di Pescia e individuati 385 utenti ultrasessantacinquenni che nel periodo di riferimento avevano effettuato 3 o più accessi. Il progetto ha quindi previsto una fase di valutazione che ha visto il coinvolgimento attivo dei Medici di Medicina Generale e di un Medico specialista in Geriatria per 20 ore settimanali dedicate esclusivamente al progetto. La sua fase attuativa è iniziata a febbraio 2018 e ha permesso di individuare 72 pazienti affetti da più di una patologia cronica, di cui 48 già presi in carico e per i quali sono stati stabiliti dei percorsi di cura personalizzati, mentre per gli altri sono già state programmate le prime visite. Entro la fine dell’anno si prevede di garantire un’assistenza personalizzata ad almeno180 persone”.
I percorsi di cura personalizzati prevedono l’aggiustamento di terapie già in essere, la prescrizione di esami clinici e strumenti per l’inquadramento diagnostico, interventi riabilitativi, l’attivazione di percorsi specialistici anche attraverso il Day Service ospedaliero, l’attivazione della rete dei servizi territoriali.
Il progetto ha inoltre permesso di ottenere una serie di dati sugli accessi ripetuti al Pronto Soccorso. È stata effettuata un’indagine sugli utenti con accessi al Pronto Soccorso per problematiche di natura infermieristica ed è stato rilevato che nel 19% dei casi tali accessi erano avvenuti in orario notturno. Tali accessi oggi possono essere evitati grazie all’attivazione del servizio di assistenza infermieristica domiciliare h24 della Sds. Tale servizio da novembre 2017 a oggi ha evitato 41 accessi impropri al PS. Il monitoraggio effettuato ha permesso di individuare anche alcuni accessi al Pronto Soccorso da parte di pazienti ospiti delle Rsa. In questo caso è stato valutato il motivo dell’accesso e saranno previsti degli incontri con le Rsa del territorio per effettuare una formazione specifica con gli operatori e il personale medico di queste strutture sulla gestione dei pazienti. È stata infine effettuata un’indagine su utenti con accessi ripetuti al PS in carico al servizio sociale e, analizzando la situazione socio-familiare e socio-economica, sono emerse situazioni di scarso agio economico e carenze qualitative e/o quantitative della rete socio-familiare. Per queste situazioni si stanno valutando gli interventi più adeguati. Fra quest’ultimi risulta utile un progetto partito da poco. Si tratta del progetto “SEUS - Servizio per l'Emergenza Urgenza Sociale”, che prevede l'attivazione tempestiva di un pronto intervento sociale e psicologico in condizioni di emergenza ed urgenza h24.
Il progetto AcropoliV proseguirà anche in futuro allo scopo di individuare altre persone che necessitano di percorsi di cura personalizzati e prevedrà un miglioramento dei processi di comunicazione fra tutti i soggetti coinvolti nella cura della persona. È infatti previsto un maggior coinvolgimento del Pronto Soccorso di Pescia con la segnalazione ai Medici di Medicina Generale dei casi di accessi ripetuti. Sono inoltre in programma dei percorsi di formazione rivolti agli assistenti familiari di persone affette da patologie croniche con accessi ripetuti al PS.